NON GRATTIAMO IL CIELO!

NOTIZIE

 

Continuano le lettere contro il grattacielo pubblicate su La Stampa

 

30 SET 2017

Da Specchio dei Tempi - La Stampa del 10.12.2009

«Vorrei una riflessione a tutti i lettori e cittadini torinesi come me: si sta decidendo sull’autorizzazione alla realizzazione del grattacielo Intesa Sanpaolo.
«Io sono sempre più spesso all’estero per lavoro, più viaggio e più mi rendo conto che Torino è unica ed apprezzata; dovrebbe essere impegno comune la sua conservazione e valorizzazione: costruire edifici altissimi come la torre di Intesa Sanpaolo (o quella della Regione) non contribuirà a rendere la città più importante o attraente anzi, oltre al danno per i cittadini, che dovranno subire i cantieri, sarà un danno per l’immagine della città».
Marco Enrietto


Il Grattacielo (molto poco) rinnovabile - da La Stampa del 01.12.2009

L'editoriale dei lettori


L’impiego dell’energia geotermica nella nuova torre
del SanPaolo sembra più un elemento d’immagine
che una vera e propria soluzione tecnica. Ecco perché

A proposito dell’energia geotermica e del vantaggio di usare l’energia rinnovabile, nel caso del grattacielo SanPaolo di Torino - in costruzione tra corso Vittorio Emanuele e corso Inghilterra - il progetto è molto controverso: si vuole dimostrare che l’energia geotermica è sufficiente per tutto l’impianto di riscaldamento e di raffrescamento.
In realtà i nove pozzi da cui è prelevata l’acqua e i nove pozzi attraverso cui è rimmessa nella falda, sono a una distanza di circa duecento metri. Il dubbio è che la stessa acqua rientri in circolo e quindi si riduca o si perda completamente il vantaggio dovuto al salto termico, non consentendo alle pompe di calore di funzionare come dovrebbero.
Questo dubbio è tanto più vero in quanto i progettisti del grattacielo hanno deciso ultimamente di aumentare la portata dell’acqua da 150 a 220 litri al secondo. Cosa, a detta dei tecnici della provincia, alquanto inverosimile sia per il motivo precedente sia perché l’acqua viene rigettata contro il trincerone ferroviario che si trova subito a valle del grattacielo.
Esistono inoltre vari altri problemi che preoccupano, in particolare l’influenza sugli altri pozzi vicini, esistenti o già autorizzati. Non a caso i progettisti del grattacielo dichiarano che si collegheranno al sistema di teleriscaldamento. La risorsa geotermica è a quanto pare più un elemento di immagine virtuosa che una vera soluzione tecnica.
A Torino abbiamo già visto la triste esperienza del nuovo Stadio delle Alpi, che è stato recentemente demolito per i costi di gestione troppo alti. Soldi gettati via per una trasformazione territoriale e paesaggistica che porta all’aumento di consumi privi di necessità, con tutte le conseguenze negative che ne discendono. Il tutto con la solita scusa delle soluzioni tecnologicamente avanzate.

Giorgio Faraggiana, 62 anni, ricercatore, Torino



Da Specchio dei tempi - La Stampa del 03.12.2009

«Mi chiamo Irene, vorrei più verde»

«Mi chiamo Irene, ho 12 anni e amo molto la mia città.
«Sento spesso i grandi che discutono di problemi ambientali legati a Torino e volevo dire "la mia", anche se piccola e semplice, opinione.
«Non conosco i giochi dei grandi anche se sospetto non essere sempre a fin di bene, e non capisco perché devono sempre litigare per spartirsi la città, per costruire grattacieli alti e mostruosi, palazzi anonimi e impersonali, come in un gigantesco Monopoli.
«Io vorrei più verde, più spazi liberi e giardini, meno cemento, smog e traffico.
«Non so a chi potrei rivolgere un appello, e così ho pensato di mandarlo a questa rubrica che molti torinesi leggono quotidianamente, nella speranza che altri bambini come me si uniscano e la nostra voce possa essere sentita e magari anche ascoltata».

Irene

«Il grattacielo come un bancomat»

«Il bilancio della città di Torino è in grave crisi, dunque i nostri amministratori pensano di recuperare introiti dalla vendita dei diritti edificatori delle aree e delle proprietà pubbliche. Ecco perché costruire i grattacieli e continuare a [url=http://www.itorologioreplica.com/categorie/iwc]IWC replica[/url] edificare residenze, uffici e centri commerciali in una città che ha già un enorme patrimonio di alloggi e uffici vuoti. Non c'è dibattito culturale, non c'è considerazione sociale, paesaggistica o energetica che tenga: bisogna svendere il patrimonio pubblico e cementificare. Siamo sicuri che sia l'unica strada? Siamo sicuri che l'approvazione definitiva del grattacielo San Paolo-Intesa da parte del Consiglio Comunale sia la soluzione?».

Guido Montanari


 

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