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Il grattacielo alla fine fa risparmiare

 

04 NOV 2009

Da La Stampa del 03.11.2009

Benedetto Camerana
- architetto

In questi giorni si è riavviata la querelle sulla torre del Sanpaolo. Come architetto, penso che sia sempre giusto che i decisori di una città si interroghino a fondo sul senso dei progetti urbani più importanti e questo in particolare.
Oggi questa discussione è ancora possibile: l'iter approvativo è nella fase del Pec, dunque ancora nella fase plano volumetrica, prima della decisione finale del Consiglio comunale. Ben vengano dunque adesso i dubbi confessati da Angelo Benessia alla platea di studenti e le considerazioni di ieri di Monica Cerutti.
Come progettista di un'altra, ma ben più piccola torre (Porta Europa in Spina 1), vorrei aggiungere alcune considerazioni critiche il più possibile oggettive.
La preoccupazione principale è che questa "bestia strana" costi tanto e mangi tanta energia. Se il primo punto è un dato di fatto, il secondo è invece il frutto di letture parziali. In realtà il bilancio ambientale della torre sarà sicuramente positivo, salvo forse per quello paesaggistico, ma qui si entra nel campo soggettivo.
Pensiamo invece all'energia. Qui conta il confronto tra soluzioni, che ci dice che la performance migliore è quella della torre unica.

I suoi consumi sono molto inferiori della somma dei consumi di tutti gli altri edifici che dalla torre verrebbero sostituiti, per la maggior parte obsoleti o poco performanti. Ma il bilancio è pro torre unica anche nel confronto con la ricostruzione degli edifici esistenti o la concentrazione in due o tre sedi. E questo è vero non solo perché sarà un edificio speciale, pensato da Piano e dai suoi consulenti secondo lo stato dell'arte dell'efficienza energetica. C'è un aspetto urbanistico molto più importante, la concentrazione della maggior parte dei dipendenti torinesi di Intesa Sanpaolo in una sede unica - che vuol dire cancellare gli spostamenti point-to-point tra un edificio e l'altro - e in una localizzazione così centrale: davvero a due passi dal nodo di Porta Susa, punto di arrivo di treni regionali, dell'alta velocità, della metropolitana, vuol dire la certezza che si verrà al lavoro quasi solo con mezzi pubblici. Questi sono vantaggi eccezionali per il territorio, in termini energetici e ambientali. Sono anni che Richard Burdett, professore di urbanistica alla London School of Economics, sostiene la tesi della concentrazione urbana come unica risposta possibile al traffico urbano e anche al consumo di territorio. Vale dunque l'equazione: più torre, meno energia, nel lungo termine e per la sede centrale di una grande banca.
È però vero che in questa fase di pesante crisi economica sono anche importanti i costi a breve termine: il costo di costruzione come quello del cantiere. La proposta della Cerutti di rivedere ancora il progetto, ripensando una soluzione forse un po' meno alta e costosa (ma l'altezza è già scesa), può essere condivisibile, purché non si perdano di vista i veri vantaggi localizzativi del programma.


 

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