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Benessia-Salza, l'ultimo match si gioca sul grattacielo

 

02 NOV 2009

La critica del presidente della Compagnia: "È una bestia strana" - da La Repubblica del 29.10.2009

Diego Longhin


«Il grattacielo? Una bestia strana». Un Angelo Benessia inedito, alle prese con le curiosità e le domande dei ragazzi delle scuole in uno degli incontri organizzati per la rassegna OpenMind, non si risparmia una frecciatina, molto equilibrata, al nuovo centro direzionale di Intesa-Sanpaolo. Al grattacielo - il cantiere è ormai aperto da più di sei mesi - tanto voluto da Enrico Salza e disegnato da Renzo Piano.
Al presidente della Compagnia di San Paolo l´occasione l´ha fornita un ragazzo dopo un´ora di botta e risposta passata senza problemi, tra aneddoti della vita privata e professionale dell´avvocato d´affari torinese e giudizi sulle questioni più differenti, banca esclusa, ovviamente. Tranne che per l´edificio che sta sorgendo sulla Spina, tra corso Vittorio e corso Inghilterra. Domanda: «Quale importanza avrà il grattacielo che si sta costruendo?». Benessia tentenna, prima sembra non voler addentrarsi nella questione, poi si lascia andare: «Il grattacielo è una bestia strana, in molti sostengono che sono macchine che divorano energie, invecchiano in fretta e, come dimostrano gli Stati Uniti, vanno abbattuti nel giro di alcuni anni. Certo, per altri sono simboli, anche di potere e di grandezza per le stesse città». Insomma, conclude il presidente della fondazione prima azionista di Intesa-Sanpaolo: «È una materia discutibile».
Una risposta che lascia spazio ad interpretazioni diverse, dalla semplice analisi di un oggetto particolare come un grattacielo ad uno schiaffo, non molto forte, al presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza. E dopo a chi gli chiedeva conto dell´opinione espressa sul nuovo centro direzionale di Intesa-Sanpaolo Benessia non ha fornito elementi in più: «Quando si prendono decisioni a medio lungo termine bisogna tenere presente anche il caso, ma questo vale in generale».
In Sala Rossa, dove per mesi si andò avanti a discutere del grattacielo, arrivando ad un soffio da un referendum, Agostino Ghiglia (An-Pdl) ha subito dato una sua visione delle parole del presidente della Compagnia chiedendo l´intervento di Chiamparino: «Non sappiamo se le dichiarazioni di Benessia rappresentino una mossa della guerra che travaglia la quota torinese del Sanpaolo o l´anticipazione di una inversione di marcia». E aggiunge: «In aula avevamo assicurato i voti per garantire un futuro alla torinesità della banca e all´occupazione, ma Benessia sembra aver dato il contrordine. Vorremmo che il sindaco chiarisse la situazione e la posizione del Comune».


 

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