NON GRATTIAMO IL CIELO!

NOTIZIE

 

170 metri e i 45 piani di Piano

 

30 SET 2017

Da Terra Comune del 23 ottobre 2009

Paolo Hutter

Dunque Terra Comune è stato l’unico giornale a dare spazio alla denuncia del comitato Non grattiamo il cielo sugli straordinari consumi energetici previsti per la Torre Intesa San Paolo. Dunque, Intesa San Paolo non ha voluto rispondere, anche se il nostro intervento si basa esclusivamente sui dati forniti da LORO, cioè sui documenti progettuali e sui numeri forniti dai progettisti. Uno potrebbe obiettare che chi se ne frega, non sarà un grattacielo in più o in meno a mandare in rosso la bolletta energetica del paese, non sarà un grattacielo in più o in meno a far sballare le quote di emissioni che già l’Italia non rispetta minimamente. In un certo senso è vero: non avrei dedicato tanto tempo a un comitato no-grattacielo solo perché consumerà più energia di un paese di 7 mila abitanti. Ma inquadriamo la situazione. Tra gli argomenti con cui il grattacielo è stato spinto da Salza e Chiamparino, e pubblicizzato da Renzo Piano, c’è l’idea che possa essere un modello di risparmio energetico e di fonti rinnovabili. Abbiamo sempre dubitato. Il problema è che la forma di questi edifici è di per sé dispersiva. A parità di accorgimenti, di isolamenti, di pannelli solari e di spifferi posti scientificamente per il raffrescamento estivo, un edificio alto stretto e lungo è comunque molto più energi-voro, cioè consumatore di energia. Al recente convegno di Uniamo le Energie, in un confronto internazionale sui grattacieli, un urbanista francese ha su questo argomento sbaragliato i colleghi coreani. “Potete sostenere che non c’era altro modo di costruire a Shangai o a Singapore, ma non venitemi a dire che risparmiate energia rispetto ai nostri classici e ideali isolati europei a 5-6 piani.” Ora, allo stato degli atti, il progetto dei 45 piani di Piano accanto a Porta Susa non rispetta la nuova legge regionale che impone consumi inferiori a 11 kilowattora per metro cubo. In qualche modo lo dovranno aggiustare, altrimenti rischiano di non avere il permesso di costruire.

Ma ci sono ancora vari passaggi da compiere, anche se le ruspe stanno scavando con solerzia incredibile per fare e consolidare l’enorme buco dei sotterranei parcheggi e fondamenta della Torre. E’ vero che il terreno è già passato dal Comune al San Paolo, e che una ventina di milioni son già passati dal San Paolo al Comune, ma il progetto definitivo dell’edificio dev’essere ancora definito e autorizzato. Non ci illudiamo che il Comune possa facilmente cambiare idea e smentirsi. Ma non rinunceremo a presentare tutti i ricorsi possibili e soprattutto a premere sulla Banca perché riveda il progetto, e faccia bene il [url=http://www.replicasrelojesespana.com/category/hublot]replicas hublot[/url] suo mestiere invece che lanciarsi in una impresa immobiliare faraonica e avventurosa. Più passano gli anni e più è evidente che Intesa San paolo non ha bisogno di quegli uffici, anzi è persino improbabile che riesca un giorno a riempirli e utilizzarli tutti. (C’è il rischio che qualcuno abbia già in mente di cercare di rivenderli poi come alloggi di lusso..) L’unico vero contenuto, l’unico vero significato di questa operazione è il cosiddetto “segno”, la volontà di piantare nel centro del paesaggio cittadino il più clamoroso chiodone pubblicitario che mai abbia fatto irruzione nel paesaggio di una città storica italiana. A chi obietta a noi del Comitato Non grattiamo il cielo che forse siamo fissati col paesaggio, che in fondo alla gente la conservazione del paesaggio non importa, risponderei che è il progetto della Torre voluta da Salza ad essere fissato col paesaggio. Non hanno nessun motivo per costruire 170 metri di altezza – cioè il triplo dell’adiacente palazzo della Provincia – tranne quello di far vedere, a chilometri e chilometri di distanza, chi ce l’ ha più alto.

Il rifiuto pieno di Intesa-Sanpaolo

Nel numero 7 avevamo scritto: <... C'è chi ama grattare il cielo e chi no... Da giorni il Comitato che ha prodotto il comunicato che leggete accanto ci ha chiesto la pubblicazione dello stesso e la redazione di TC la Terra Comune ha cercato di avere il parere della parte opposta... avremmo preferito pubblicare in parallelo le due posizioni, ma da parte della banca non c'è stata la possibilità di fornire una replica in tempo utile... Pubblicheremo sul prossimo numero l'intervento di Intesa Sanpaolo>. Dopo un'attesa durata assai più a lungo del dovuto abbiamo ricevuto un rifiuto al dialogo. Peccato !


 

Archivio delle news | Torna indietro