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"Basta grattacieli: ridateci il Monte Fuji"

 

14 OTT 2009

È il simbolo della capitale giapponese: un vulcano dormiente che gli abitanti della città ritengono sacro Ma la speculazione edilizia lo ha reso quasi "invisibile". E così è nata un´associazione: "Difendiamo il panorama"

"Il governo si è occupato solo di costruire senza pensare a bellezza e tutela ambientale"


Da La Repubblica del 13.10.2009


Martin Fackler

Tokyo

Essendo cresciuto nella Tokyo del dopoguerra, Makoto Kaneko si ricorda ancora del tempo in cui il Monte Fuji, con la sua sagoma perfettamente conica e la cima innevata, era visibile in lontananza dalle anguste stradine di Nippori, il collinoso quartiere dove egli abitava. Per gli abitanti della zona, quasi tutti operai, la vista del vulcano costituiva allora una presenza assidua e lo scorcio più suggestivo del Monte era quello che si coglieva dall´erto fianco di un´altura chiamata con affetto Fujimizaka, ovvero "il colle da cui si vede il Monte Fuji".

Oggi, in questo luogo, delle antiche costruzioni in legno del passato non ne restano che alcune: si tratta per lo più di templi buddisti e piccole rivendite (tra cui il piccolo negozio di Kaneko) che fanno di Nippori uno dei pochi luoghi che hanno conservato nella distesa di cemento della moderna Tokyo il proprio fascino medievale. Anche qui però la vista del vulcano, che oltre ad essere un rinomato emblema nazionale è una delle più alte vette del Giappone, è sempre più spesso ostruita dai grattacieli e dallo smog.

In passato, spiega Kaneko, il fenomeno non aveva allarmato né lui né gli abitanti della zona, dal momento che il Monte Fuji continuava ad essere visibile da Fujimizaka. Le cose però cambiarono una decina di anni fa, quando Kaneko venne a conoscenza di un progetto che prevedeva la costruzione di un edificio residenziale di 14 piani che avrebbe in parte ostruito la veduta. «Rimasi sbigottito - ricorda Kaneko, che ha 83 anni - In quel momento capimmo cosa rischiavamo di perdere».

Così, grazie anche all´aiuto di un professore universitario, gli abitanti del quartiere, tutte persone di età per lo più avanzata, si riunirono per fondare l´Associazione per la tutela del Fujimizaka di Nippori, di cui Kaneko è presidente. Tutte le iniziative del gruppo hanno però finito per scontrarsi con un dilemma: come si fa a salvaguardare un panorama?

L´associazione ha incontrato la strenua opposizione dei costruttori e delle autorità cittadine di Tokyo, una città che ha saputo rinascere dalle ceneri della guerra grazie in parte alla sfrenata corsa allo sviluppo edilizio. «Tokyo si è preoccupata prima di tutto di costruire, e solo in un secondo tempo ha pensato alla bellezza e alla tutela ambientale», afferma Katzuteru Chiba, che insegna pianificazione urbana presso l´Università Waseda di Tokyo e ha contribuito a fondare l´Associazione per la tutela del Fujimizaka. «Questo atteggiamento rimane invariato anche quando si tratta di prendere decisioni che riguardano un emblema nazionale come il Monte Fuji».

Con il tempo però l´associazione è riuscita a raccogliere dei consensi e anche i mezzi di comunicazione locali si sono soffermati sul peculiare carattere di Nippori, l´ultimo dei sedici colli del centro di Tokyo, tutti chiamati Fujimizaka, da cui il Monte Fuji è ancora oggi visibile. Nel Medioevo il nome di queste alture offriva un elemento distintivo che contribuiva ad identificare l´ubicazione delle diverse abitazioni. Fujimizaka era il toponimo più diffuso e questo, stando a Noriko Ide, direttore della "Associazione giapponese dei colli" (un gruppo privato che si occupa di documentare la toponomastica delle alture cittadine) riflette il ruolo sacro attribuito al Monte Fuji dalla religione shintoista. «È un miracolo che uno di questi colli sia sopravvissuto - commenta Ide - Per questo rappresenta un tesoro culturale».

Il Fujimikaza di Nippori ricorre spesso anche nelle leggende e tradizioni locali. Nobuyuki Nozawa, un veterinario che abita nel quartiere, racconta di una donna che alla fine della seconda Guerra mondiale affermò di aver scorto dalle pendici del colle un lampo improvviso e un´insolita nuvola che si levava a destra del Monte Fuji, proprio nell´attimo in cui la prima bomba atomica veniva sganciata su Hiroshima.


Copyright New York Times/La Repubblica
Traduzione di Marzia Porta


 

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