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Grattacielo: partono i cantieri - da La Stampa del 10.12.2008

 

11 DIC 2008

Si scavano le fondamenta del palazzo
Domani apre il cantiere del grattacielo Intesa Sanpaolo


Emanuela Minucci


Domani, 11 dicembre, sarà una data storica per Torino: dopo tre anni di attesa (costellata di tensioni politiche) partirà ufficialmente il cantiere del grattacielo Intesa-Sanpaolo. In ritardo solo di dieci giorni rispetto a quel primo dicembre annunciato un mese fa dallo studio Mellano (che agisce da intermediario fra lo studio Piano e la banca), domani il Comune consegnerà l’area alla Icop di Udine, l’impresa che realizzerà la prima grande tranche di lavori: la scatola delle fondamenta che affonderanno le loro radici venti metri sotto terra. Cominceranno così quei lavori di «scavo e diaframma» che dureranno per tutto il 2009 e costeranno circa 15 milioni di euro. Un’«inezia» rispetto alla seconda, vera tranche, quella di cui l’archistar Renzo Piano consegnerà il progetto definitivo entro la metà di marzo del 2009: il vero grattacielo, quei 34 piani di acciaio e vetro costeranno oltre i 200 milioni.
A quel punto partirà la gara d’appalto - nonostante Intesa-Sanpaolo sia un ente privato ha preferito, per motivi di trasparenza, affidarsi a questa procedura - per realizzare la vera e propria torre.
Da domani dunque, si comincerà a notare un certo movimento nell’area del cantiere: spunteranno le prime casette di ricovero degli operai e magari anche qualche macchinario pronto a scavare. Anche se i lavori di «scavo e diaframma» - come spiegano dallo studio Piano di Parigi - entreranno nel vivo soltanto a partire da gennaio. L’obiettivo sarà realizzare una sorta di «scatola» profonda 20 metri e grande quanto l’area già recintata e bonificata visibile all’angolo fra corso Inghilterra e corso Vittorio Emanuele: pari a 20 mila metri quadrati. Una superficie che nel giugno 2009 si estenderà a metà corso Inghilterra e ai confinanti giardini del Palagiustizia. Giardini che - come già annunciato - saranno riqualificati su progetto di Renzo Piano.
Intanto il Comune ha già incassato una ventina di milioni di oneri di urbanizzazione in cambio di quell’area dove nascerà la «seconda Mole» di Torino: la nuova sede della banca Intesa-Sanpaolo, (dove lavoreranno oltre 3000 persone) che misurerà 166,26 metri (74 centimetri in meno della Mole). Adesso che per l’inizio dei lavori è scattato il conto alla rovescia, lo studio Piano rivela sempre maggiori dettagli sull’opera: per esempio è già stata diffusa la planimetria del ristorante con vista mozzafiato che verrà realizzato proprio sul tetto del grattacielo: il locale sarà aperto a tutti e - giurano i progettisti - ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in mèta turistica. Intanto il Comune andrà avanti anche con la «Valutazione ambientale strategica», voluta fermamente dalla sinistra di Palazzo civico (che permetterà una serie di approfondimenti sulle ricadute ambientali che avrà il grattacielo).
Nel suo progetto finale il grattacielo conterà 34 piani destinati a uffici (28 «normali», gli altri sei destinati ai vip) capaci di ospitare circa 3 mila persone, mentre il resto dell’edificio sarà composto, al piano terra, da una grande hall e dall’Auditorium (3-4 piani), mentre in punta ci saranno altri tre piani per ospitare bar, ristorante panoramico e pinacoteca. Ma quanto costerà alla fine della fiera questa torre? I conti oscillano fra i 230 e i 240 milioni. Quando sarà terminato? Giugno 2011.


 

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