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Mole oscurata, arriva l'altolà del ministero

 

30 SET 2017

L’altolà inaspettato arriva dal Ministero. Gli uffici tecnici del governo si sono fatti vivi negli scorsi giorni per sollecitare la Soprintendenza a porre nuovi vincoli nell’area circostante la Mole Antonelliana. Proprio dove potrebbe sorgere (se il Comune darà l’ok) un edificio residenziale di sette, forse cinque piani, ai piedi del simbolo della città.

Per il momento, un possibile stop al progetto viene dalle Belle Arti. A breve si annuncia anche il pronunciamento del ministro della Cultura, Galan, che, «informato delle proteste dei cittadini - dicono i suoi portavoce -, sta studiando le carte e la prossima settimana interverrà sul tema».

Intanto, si muovono i suoi luogotenenti. Con una lettera arrivata ieri alla direzione regionale per i Beni Culturali e alla Soprintendente Luisa Papotti, Roma mette in guardia Torino sulla regolarità di un progetto che sembra ostacolare «visuali, prospettiva, luce, condizioni di ambiente e di decoro della Mole Antonelliana», si legge nella nota inviata dalla Direzione generale-servizio tutela patrimonio architettonico della capitale. Un appello severo e deciso a rivalutare con attenzione i pareri dati finora.

Dalle parti del comitato dei cittadini in difesa del monumento antonelliano già si canta vittoria: «È un bel passo avanti, almeno lo Stato presta ascolto - dicono i Salviamo la Mole -. Intanto, abbiamo raccolto 1100 firme di protesta e depositato una petizione al Comune». Questioni di leggi di tutela del patrimonio architettonico, che potrebbero esigere nuove restrizioni da parte della Soprintendenza. Sempre nella lettera del Ministero, infatti, emergono «dati sufficienti e condivisibili tali da giustificare l’avvio d’ufficio di un procedimento di verifica dell’interesse culturale \ e, contestualmente, procedere all’apposizione di un vincolo di tutela indiretta sull’area circostante».

Tradotto in termini pratici, vuol dire che gli uffici torinesi dovranno «presentare al più presto una relazione, in cui si esamina la possibilità di sottoporre a tutela la zona limitrofa alla Mole - dichiara il segretario generale per i Beni Culturali Roberto Cecchi -, come è previsto dalla legge per gli edifici di proprietà pubblica che hanno oltre 50 anni e che rivestono un interesse storico-artistico». Precisa l’architetto Antonia Pasqua Recchia, direttore generale di [url=http://www.replicasrelojessuizos.com/category/iwc]iwc replicas[/url] Paesaggio, Monumenti e Contemporaneo del ministero: «Abbiamo chiesto di porre un vincolo indiretto di protezione, per salvaguardare il monumento attraverso la verifica delle compatibilità degli edifici circostanti».

Una procedura che a Torino dicono di aver già valutato prima del richiamo ufficiale. La Soprintendente Papotti: «Stiamo andando tutti in questa direzione, condurremo un’istruttoria molto approfondita. Perfezioneremo lo studio storico sugli isolati, per arrivare a valutazioni sostenibili e inattaccabili con qualunque accusa». Sulla stessa linea il direttore Mario Turetta: «Nonostante il piano di riconversione dell’area fosse già in fase avanzata, i vincoli vanno ripensati, come ci invita a fare il ministero».

FONTE: www.lastampa.it - di Letizia Tortello


 

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