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Lo sfregio della Mole

 

25 APR 2011

Una nuova battaglia campale sta per coinvolgere tutti i torinesi. Trattasi della ristrutturazione di un vecchio e fatiscente edificio sito in via Riberi, di fronte alla Mole Antonelliana.
I residenti della zona stanno facendo opposizione, coadiuvati da personalità note quali lo storico Nicola Tranfaglia e Gianni Vattimo, filosofo del "pensiero debole". L'assessore Mario Viano difende l'opera, adducendo la motivazione secondo la quale tale bruttura architettonica sarebbe stata partorita dopo un anno e mezzo di elucubrazioni mentali tra lo studio di architetti e la soprintendenza!? Questa equazione tempo = panacea di tutti i mali, è una novità di cui non sentivamo la mancanza...
Il nodo cruciale è dato dal fatto che la vista della Mole stessa risulterà essere parzialmente occlusa ; le simulazioni e le foto realizzate dai residenti dimostrano inequivocabilmente come il futuro blocco cementizio deformerà ridisegnandolo, il profilo della Mole.
Da parte loro ribattono i progettisti che l'altezza del nuovo edificio sarà di "soli" 23 metri contro i 167 della Mole.
Dichiarano inoltre che il progetto originario avrebbe autorizzato un elevazione dell'edificio fino a 7 piani contro i 5 a cui è stato ridimensionato.
Motivazioni direi risibili a fronte dell'ennesimo attentato architettonico contro l'armonia delle forme e degli spazi del centro storico di Torino.
Quest'ultimo caso è la riprova di come la nostra città sia sottoposta ad un concentrico attacco su più fronti (non solo quindi grattacieli) contro il suo patrimonio immobiliare storico da parte di un coacervo di forze imprenditoriali che si fanno portatrici di mentalità falsamente "moderniste" e speculative.
Filippo Valli


 

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