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Ricorso al TAR contro il grattacielo Intesa Sanpaolo – Rassegna stampa

 

28 DIC 2017

Da La Repubblica del 10 marzo 2010:

Contro il grattacielo No Grat e Italia Nostra fanno ricorso al Tar


Ultima carta per bloccare il progetto di Piano

Si contesta la scelta di non sottoporre la costruzione alla Valutazione di impatto ambientale

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Nuovo capitolo nella polemica sul grattacielo Intesa-San Paolo. Quando tutto sembrava ormai definito, ecco che i «No Grat» tentano l´ultima carta, il ricorso al Tar. Se accolto, come sperano sia il comitato torinese che l´associazione Italia Nostra firmataria dell´istanza, potrebbe rallentare di molto i lavori del progetto di Renzo Piano. Italia Nostra contesta la scelta di non voler sottoporre a una Valutazione d´impatto ambientale il progetto, «scelta dovuta all´approvazione da parte del Comune di tutta la documentazione prodotta da Intesa-San Paolo, nella quale è ovvio che il proponente dell´opera cerchi di dimostrare come il progetto sia ambientalmente ben calibrato, anche per risparmiare oneri aggiuntivi in caso di una vera e propria Via», spiega Roberto Gnavi, presidente della sezione torinese di Italia Nostra. Ma i «No Grat» entrano anche nel merito della questione e spiegano come la documentazione presentata dai progettisti sia «mistificante su alcuni elementi essenziali». In particolare puntano il dito contro le fotografie allegate alla documentazione nelle quali, secondo loro, usando obiettivi grandangolari, prospettive ad hoc e scattando in primavera con gli alberi ricoperti di foglie, le dimensioni del grattacielo, e il suo impatto sul panorama cittadino, vengano notevolmente ridotte. La seconda questione riguarda le alternative al grattacielo presenti nella relazione approvata dal Comune. «I progettisti hanno presentato come da procedura altre due opzioni progettuali, una che prevede di non costruire nulla e l´altra con due edifici più bassi – continua Gnavi – Per ogni opzione c´erano i pro e i contro. Inspiegabilmente solo per il progetto di Piano si fa riferimento alla eco sostenibilità della costruzione». Sulla questione del traffico, ad esempio, si evidenzierebbero problematiche per le prime due opzioni, mentre con il progetto di Piano tutto sarebbe risolto e anzi il grattacielo sarebbe «l´occasione per ottimizzare la mobilità».

Da Nuova Società.it del 10 marzo 2010:


Ricorso al Tar contro il grattacielo Intesa Sanpaolo

di Mara Martellotta

Italia Nostra, su proposta della sezione di Torino, ha deciso il ricorso al Tar contro il grattacielo Intesa Sanpaolo. Oggetto del ricorso è la decisione assunta dal Comune di Torino di escludere il grattacielo dalla Valutazione di impatto ambientale. Infatti, al momento della votazione della Variante 164 che, nel 2008, ha consentito la costruzione di questo grattacielo e di un suo gemello con dimensioni che Italia Nostra ritiene inappropriate per Torino, il Consiglio Comunale, per mitigare le perplessità ambientaliste, aveva stabilito che il progetto fosse sottoposto alla cosiddetta procedura di "valutazione di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale". Questa procedura prevede che si decida o meno una vera e complessa valutazione di impatto ambientale, sulla base della documentazione prodotta dal proponente dell'opera, in questo caso la Banca Intesa San Paolo, la quale è normale che voglia cercare di dimostrare come il progetto sia ben calibrato dal punto di vista ambientale, risparmiando i rischi e gli oneri supplementari della successiva valutazione. Italia Nostra ha preso in esame la documentazione fornita dalla Banca, ovvero la relazione piuttosto di parte ed eversiva elaborata dal docente del Politecnico Giulio Mondini.

Si è potuta constatare, tra l'altro, nella corposa relazione, anche l'assoluta elusività delle immagini fotografiche fornite, realizzate in giornate nebbiose e con il grandangolo, in modo da mimetizzare il grattacielo. Si tratta, per lo più, di riprese fotografiche effettuate dal piano terra e, in particolare, manca una veduta fotografica che possa mostrare l'impatto che il grattacielo avrebbe avuto sulla città, visto dalla Mole Antonelliana. Il grattacielo del Sanpaolo verrebbe a spezzare il panorama della cornice delle Alpi che circonda il capoluogo subalpino e priverebbe le abitazioni di moltissimi torinesi del panorama delle montagne, di cui adesso godono dalle loro abitazioni.

Il documento fornito dalla Banca fornisce il confronto con ipotesi progettuali alternative, ma in modo grossolanamente funzionale, per non correre alcun rischio che proverrebbe dal confronto medesimo, e cercando di minimizzare al massimo gli spunti di riflessione. Il progetto del grattacielo così come è stato elaborato dal progettista Renzo Piano, vincitore del concorso del grattacielo, con deroga però al bando iniziale (per quanto riguardava l'altezza dell'edificio), viene confrontato per quanto riguarda i suoi effetti ambientali soltanto con due possibili alternative, che risultano mistificanti. La prima è la cosiddetta ipotesi zero, quella di non costruire nessun edificio nell'area, la seconda è quella di costruirne due affiancati, per una cubatura complessiva pari a quella del grattacielo. Si sarebbe, secondo Italia Nostra, dovuto costruire un arco ben più vasto di tipologie principali, per non parlare di ulteriori diramazioni. Oltretutto queste due alternative, l'opzione zero e la coppia di grattacieli, sono state allestite come alterative "cenerentole", ovvero associate a caratteristiche sfavorevoli non intrinseche alla natura di terreno non costruito o di coppia di edifici costruiti vicino, proprio allo scopo mistificatorio di delineare il grattacielo di Piano come impareggiabile per rispetto all'ambiente, oltre che per il suo valore aggiuntivo qualitativo all'ambiente urbano.

Italia Nostra ritiene che il Comune di Torino abbia preso per buone, senza un'autonoma verifica, le autoassoluzioni e le autoincensazioni ambientali preparate, per conto della Banca Intesa San Paolo, dal professor Giulio Mondini, ritenendo che non potessero essere convalidate le affermazioni dei proponenti senza effettuare una vera e propria Valutazione di impatto ambientale. Di qui la ragione del ricorso di Italia Nostra al Tar.


Da La Stampa del 10 marzo 2010:

Ricorso al Tar contro il grattacielo del SanPaolo

Ricorso al Tar contro la decisione di non sottoporre a Via (Valutazione di impatto ambientale) il progetto del grattacielo di Intesa SanPaolo, vicino al centro di Torino. È l’iniziativa dell’associazione Italia Nostra che parla di «scippo della trasparenza» e accusa l’amministrazione comunale di «avere spinto i funzionari ad avallare affermazioni mistificanti per lubrificare un programma sia pure ritenuto in buona fede fondamentale».


Da City del 10 marzo 2010:


Ricorso al TAR contro il grattacielo


Ricorso al Tar contro la decisione di non sottoporre alla valutazione di impatto ambientale (Via) il progetto del grattacielo che dovrà ospitare la nuova sede di Intesa-Sanpaolo. L’iniziativa è dell’associazione Italia Nostra che accusa l’amministrazione comunale e parla di “scippo di trasparenza”. La torre, progettata da Renzo Piano, dovrebbe sorgere tra corso Inghilterra e corso Vittorio, di fronte alla stazione di Porta Susa.


 

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