Appello Nazionale

La Costituzione italiana, all’articolo 9, pone tra i Principi fondamentali, come compito della Repubblica, la "tutela del paesaggio e del patrimonio artistico della Nazione".

Nonostante l'espansione edilizia spesso incontrollata e l’invasione del traffico automobilistico, le città italiane hanno conservato contesti storico artistici ambientali preziosi, paesaggi incomparabili, opportunità uniche per affermare un’alta qualità della vita. L'inserimento nelle città italiane di edifici altissimi deve essere quindi valutato con grande cautela e secondo principi di precauzione.

Per quanto riguarda le scelte urbanistiche, l'inserimento di grattacieli nei contesti storici urbani deve essere condizionato da un’adeguata valutazione preventiva, nella quale i soggetti che su scala locale e nazionale sono preposti alla tutela dei beni culturali possano intervenire in modo efficace e con un ruolo determinante, fin dall'origine delle previsioni, e nella qule vengano sollecitati a intervenire i cittadini e l’pubblica. La necessità per le Amministrazioni locali di "fare cassa" per far fronte ai sempre più gravosi impegni di bilancio non può essere giustificazione per scelte che rischiano di compromettere irreversibilmente il paesaggio e il patrimonio architettonico ambientale.

Pur costituendo l’edificazione in altezza un’alternativa talvolta praticabile per evitare un consumo estensivo dei suoli, pare che le città italiane abbiano bisogno piuttosto che di inserimenti estranei per tipologia e cultura agli ambienti preesistenti, di un’operazione attenta e minuziosa di conservazione, riuso compatibile o ricostruzione degli edifici esistenti e degli spazi urbani, evitando l’allargamento incontrollato dei suoli edificati e al tempo stesso permettendo di restituire qualità e bellezza agli ambienti costruiti degradati.

Per quanto riguarda i consumi energetici c'è il rischio che i grattacieli siano altamente dispersivi ed energivori, sia in fase costruttiva, sia in fase di esercizio e che anche l’adozione di elementi passivi e di produzione energetica rinnovabili siano solo una parziale riduzione del danno. Su questo tema va ricordato la necessità di un impegno sempre più stringente del nostro Paese sulla riduzione delle emissioni.

La nostra preoccupazione nasce in particolare dalla vicenda torinese, dalla previsione di grattacieli che sfiorerebbero i 200 metri , con una indubbia compromissione dell’immagine della città, della vista delle Alpi e della Mole antonelliana, con problemi di congestione di traffico e con una significativa alterazione del disegno urbano previsto dal Piano regolatore approvato. Ma la polemica che si è aperta a Torino non riguarda solo la sua amministrazione comunale e i suoi cittadini: il paesaggio torinese come tutti gli altri in Italia, è patrimonio nazionale.

Chiediamo alle commissioni competenti di Camera e Senato, e al Ministero dei Beni Culturali e dell'Ambiente per quanto di rispettiva competenza, di prendere in seria e urgente considerazione il problema.

Chiediamo al mondo della cultura, ai tecnici, agli amanti del Bel Paese di prendere posizione, di esprimere il loro parere, di firmare questo appello e sostenere le iniziative necessarie.

Primi firmatari
Vezio de Lucia, Vittorio Emiliani, Grazia Francescato, Ludovico Meneghetti, Edoardo Salzano
Jacopo Gardella, Guido Montanari, Emilio Soave, Mariateresa Roli, Flavia Bianchi, Paolo Hutter, Luciano Re

ADERISCI ALL'APPELLO